15 febbraio 2010, Eco della " Sessione DREAM » tenuta alla Casa madre dal 18 al 22 gennaio 2010.
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Alla presenza del Padre Robert Maloney, coordinatore del progetto DREAM svolto in collaborazione tra Figlie della Carità e Comunità Sant' Egidio, 20 Figlie della Carità venute da 6 Paesi dell'Africa, l’equipe degli specialisti DREAM del Comunità Sant' Egidio, CSE, e 2 rappresentanti dell'IPS (Servizio Progetti Internazionali Figlie della Carità) si sono ritrovati per la prima volta a Parigi.
Una settimana di lavoro intenso, per condividere esperienze e difficoltà, acquisire nuove conoscenze, preparare bilanci, e valutare il cammino percorso nei 5 anni, dalla firma di Sr Evelyne di un accordo di collaborazione con il CSE.
Attualmente, le Figlie della Carità, in collaborazione col CSE, gestiscono 6 Centri DREAM nei seguenti paesi : Mozambico, Camerun, Nigeria, Kenya, Repubblica democratica del Congo; il 7*, quello della Tanzania, si aprirà tra qualche mese.
Le presentazioni audiovisive di ogni Centro, durante la settimana, sono state poi oggetto di un tempo di ringraziamento il venerdì sera con le Suore della Casa madre. Ecco un bel modo di « servire i Poveri con audacia e creatività», di «intensificare la collaborazione a tutti i livelli nello spirito vincenziano». Mettendo l'uomo al centro, il programma DREAM, offre una vera risurrezione a molti malati, permette loro di venire in aiuto ad altre vittime e migliora la qualità di vita di numerose famiglie. Il grande " sogno " di Sant' Egidio, guarisce non solo i malati, ma comunica il vangelo della speranza, attraverso le cure prodigate gratuitamente a più di 80 000 malati e, attraverso una formazione specializzata, offerta a tutti i collaboratori dei centri. Gli eccellenti risultati ottenuti sono un forte stimolo per rilevare le numerose sfide che esistono ancora nella lotta contro questa pandemia che colpisce, per la prima volta nella storia dell'umanità, tutto il pianeta!
Famiglia vincenziana e Comunità Sant’Egidio,
una passione comune per i Poveri e per l'Africa
Vogliamo qui richiamare i punti principali di DREAM (Tratto da una relazione di P. Robert. Maloney)
La sigla DREAM, in inglese, «acronimo di Drug Resource Enhancement against AIDS and Malnutrition (Miglioramento delle risorse di medicinali per lottare contro l'AIDS e la malnutrizione)» . All'inizio del terzo millennio la Comunità di Sant'Egidio, (comunità laica fondata nel 1968 a Roma e riconosciuta canonicamente dalla Chiesa) di cui molti dei suoi membri sono professionisti in campo sanitario, hanno iniziato a riflettere sull'ingiustizia della struttura sociale globale: la maggior parte dei malati di AIDS in Europa Occidentale e negli USA erano curati con la «triterapia» con buoni risultati e speranza di vita, mentre in Africa milioni di vittime dell'AIDS continuano a morire. Dopo una riflessione comunitaria sul flagello dell'AIDS in Africa, la Comunità Sant’Egidio ha formulato questa priorità: avrebbe offerto ai pazienti dell'Africa lo stesso trattamento e la stessa speranza di vita disponibile per i malati di AIDS dell'Europa Occidentale e degli USA, dunque a Marzo del 2002 la comunità di Sant'Egidio ha proposto DREAM ed ha iniziato un progetto pilota in Mozambico con successo straordinario dovuto alla qualità di trattamento che resta a livello di quello utilizzato nei Paesi occidentali. Nel giugno del 2005 la Comunità di Sant'Egidio e le Figlie della Carità, una delle comunità femminili più numerose, fondata da San Vincenzo de Paoli nel 1633 per servire i poveri malati, sono arrivate ad un accordo. Attualmente le Suore lavorano in 21 Paesi dell’Africa e sono numerose le Suore del posto. Le Figlie della Carità hanno ospedali e cliniche in più di Paesi dove servono i poveri in tutto il mondo ed hanno personale ben preparato.
I vantaggi della cooperazione tra Sant'Egidio e le Figlie della Carità sono notevoli. Sant'Egidio offre il modello di trattamento DREAM: la formazione e la valutazione nell’attuazione di questo modello. Le Suore apportano il personale, la loro esperienza nell'attenzione della salute, i loro contatti nei vari Paesi, e, forse la cosa più importante, la convinzione di raggiungere direttamente i più poveri tra i poveri. La partecipazione congiunta di queste due comunità garantisce costi bassi e allo stesso tempo una grande qualità. Il programma del trattamento è completamente gratuito. del sistema Nei progetti come DREAM non è importante solo soddisfare le necessità immediate dei poveri e malati, ma anche di promuovere cambiamenti a lungo termine del sistema. Evidentemente, apportare un aiuto immediato e lavorare per il cambiamento del sistema non sono un'opzione per l’uno o l’altro; entrambi sono allo stesso tempo essenziali. Per attuare il cambiamento del sistema a lungo termine in Africa ed altri luoghi sono essenziali cinque strategie:
1. In tutte le fasi del progetto sono tenuti presenti i poveri: pianificazione, applicazione, valutazione e revisione. 2, il progetto è olistico perché comprende una serie di necessità fondamentali dell'essere umano: soprattutto l'attenzione alla salute, difesa, educazione, lavoro e crescita spirituale. 3, il progetto è sostenibile perché le risorse umane, la direzione e le risorse economiche necessarie per il funzionamento sono reperite sul posto. 4, il progetto, aldilà dei risultati sensibili, stabilisce nella comunità un senso di appartenenza, di partecipazione e di "proprietà". 5, il progetto comprende la collaborazione tra vari settori della società: i poveri come agenti principali, i governi locali e nazionali, il settore privato, ONG, società, Chiese, ed privati interessati. Per quanto è possibile, DREAM cerca di incorporare queste strategie nel piano del progetto, affinché i suoi risultati siano sostenibili a lungo termine. Sono passati poco più di 7 anni dall’inizio di DREAM, con l'apertura del primo laboratorio di biologia molecolare a Maputo, Mozambico, il 2 gennaio del 2002. Da allora, il "sogno" di sconfiggere l'AIDS in Africa è arrivato a decine di migliaia di persone, aumentando la speranza di vita essendo veramente per molti una risurrezione. DREAM, in effetti, è un intervento sanitario per eccellenza, ma è anche molto di più. Basta guardare alla sinergia tra europei ed africani suscitata dal programma: Sono più di 300 le persone che si spostano regolarmente in Africa per sostenere l'attività di DREAM, alla quale si dovrebbe aggiungere ciò che dà vita alle iniziative di ricerca o di sostegno. In un'epoca avara di sogni e di prospettive che sembra diventare più profonda, il Progetto DREAM disegna una geografia della solidarietà che unisce ed include numerosi Paesi e diverse condizioni, nella lotta per la vita.
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