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Un Vincenziano in Cina
Jean Gabriel Perboyre è nato il 5 Gennaio 1802 a Puech, una frazione della parrocchia di Montgesty, nella diocesi di Cahors in Francia. Jean Gabriel era uno degli otto figli di Marie Rigal e di Pierre Perboyre, che lavoravano in una fattoria di loro proprietà. La famiglia di Jean Gabriel era molto cattolica.
Jacques Jean, fratello di suo padre, era un Padre della Congregazione della Missione (Lazzarista). Era in missione al Seminario Vincenziano a Montauban e lavorava alla formazione dei futuri sacerdoti. La famiglia Perboyre lo teneva in grande considerazione e non meno di diciassette tra cugini e nipoti sono passati dallo zio Jacques nel Seminario di Montauban.
Nel 1816, Luigi, il fratello minore di Jean Gabriel, fu mandato in questo stesso Seminario e Jean Gabriel lo accompagna durante i mesi d'inverno per proseguire gli studi. Nella primavera, mentre Jean Gabriel doveva tornare alla fattoria, con il consiglio dello zio, scelse di diventare sacerdote.
Il 15 dicembre 1818, Jean Gabriel entrò nella Congregazione della Missione a Montauban. Il 23 Settembre 1825, fu ordinato sacerdote da Monsignor William Dubourg, della diocesi dl New Orleans negli Stati Uniti, nella cappella delle Figlie della Carità alla rue du Bac a Parigi.
Dopo un periodo in cui insegnò teologia nel Seminario di San Flour e dopo essere stato Direttore del Convitto della stessa città, fu chiamato a Parigi nel 1832 per ricoprire la carica di Direttore del Seminario interno della Congregazione della Missione.
Ma Jean Gabriel voleva partire in missione in Cina. Il 29 Agosto 1835, arrivò a Macao, la porta di accesso alle missioni in Cina. Dopo aver lavorato in numerose attività apostoliche a Ho-Nan e aver corso molti pericoli e persecuzioni, fu tradito e incarcerato nel Settembre 1839.
L’11 Settembre 1840, a Ou-Tchang-Fou, dopo una lunga e terribile tortura, fu appeso ad una croce e strangolato.
Fu beatificato il 10 Novembre 1889 dal Papa Leone XIII e canonizzato da Giovanni Paolo II il 2 Giugno 1996.
Il suo corpo fu trasportato a San Lazzaro, Casa madre dei Lazzaristi, vent' anni dopo la morte.
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