Seminario Vincenziano 2021 “L’uomo ferito…chi ci libererà dalla paura?”

Il 24 gennaio 2021, per la prima volta, il Seminario vincenziano è andato in onda sulla piattaforma Zoom, in un’unica giornata e per tutta la Sardegna, anziché in due giornate diverse, una per il Nord e una per il Sud della nostra isola, come si è sempre fatto. La diretta di questo Seminario passerà alla storia per la modalità con cui è stato vissuto, a causa della pandemia. Un’unica giornata, dunque, di formazione per tutti gli associati, dedicata allo studio e all’approfondimento della spiritualità e dell’insegnamento di San Vincenzo de Paoli.

I gruppi appartenenti alla Famiglia vincenziana si sono incontrati virtualmente, collegandosi da Sassari, Olbia e Cagliari : laici e laiche delle Conferenze di San Vincenzo fondate dal Beato Federico Ozanam, le Suore di Santa Giovanna Antida Thouret, le Suore della Congregazione del Getsemani creata dal Padre Manzella, missionario vincenziano, il gruppo più numeroso delle Volontarie vincenziane, i preti della Missione che operano a Sassari e Cagliari, le Figlie della Carità molto conosciute in ogni angolo della nostra terra.

L’introduzione al Seminario è stata affidata a Padre Bruno Gonella CM che, senza fermarsi al rimpianto per non aver potuto realizzare l’evento in presenza, ha affermato che si è fatto tutto il possibile per realizzarlo via Web, in comunione gioiosa con tutta la famiglia vincenziana che è in Sardegna. Dopo un breve momento di preghiera guidato da Padre Beppe Crobu, Superiore della Casa della Missione di Cagliari, ha preso la parola il relatore del Seminario, Padre Nicola Albanesi CM che ha introdotto il tema della giornata di studio: “L’uomo ferito…chi ci libererà dalla paura?”. Il relatore ha ben evidenziato come San Vincenzo di fronte all’uomo ferito (e la Pandemia è per tutti noi una ferita anche difficile da guarire) ha vissuto la sfida della fede, lui, il nostro maestro che continua ad insegnarci come chinarci sulle piaghe dell’umanità sofferente del nostro tempo.

Al cuore della relazione alcune domande che da sempre ci interpellano, relativamente all’amore che noi vincenziani abbiamo per i poveri: che cos’è e da dove proviene il nostro amore? Spesso ci hanno detto che bisogna sforzarsi per amare gli altri, per vincere un’antipatia, per affrontare una situazione ripugnante, in qualche modo siamo stati indotti a credere che l’amore del prossimo dipenda dalla nostra buona volontà. Certo l’amore per i fratelli, a partire da quelli più piccoli, richiede la nostra attività e un certo impegno, ma questi scaturiscono da una realtà accolta nella profondità di noi stessi, dove è diffuso l’Amore.

Padre Nicola ci ha illuminati su quella che deve essere per noi la sorgente autentica dell’amore, quella che anima la nostra azione caritativa: “La sorgente del nostro amore è nient’altro che l’Amore ricevuto. Nasce dalla consapevolezza che Dio ci ama. La Carità è sempre frutto dell’azione di Cristo in noi! Si comprende allora come un cuore penetrato dall’Amore di Cristo, conosca insieme all’amore del prossimo anche il dono della preghiera!  L’amore ai poveri ha bisogno di una fede vissuta, di una ricerca incessante e continua del Volto di Dio. L’Amore di Dio, manifestato in Cristo ed effuso mediante lo Spirito, nutre l’amore per i poveri, lo sorregge nei momenti di prova, lo risveglia nei tempi di crisi e lo protegge quando rischia di venir meno. Allora la Comunità che prega, che contempla il mistero di Cristo, che vive in comunione aiutandosi a vicenda è il luogo dove si attinge ad una sorgente di amore incondizionato da cui si trae la forza per amare chi non è amato, chi fa più fatica a credere all’amore e ad aprirsi alla bellezza della vita”.

A conclusione del Seminario, abbiamo ascoltato con gioia il breve intervento del Vescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Batturi, che ci ha esortati a sentirci impegnati per costruire il volto buono della Chiesa che va incontro ai bisogni dell’uomo di oggi. Augurandoci che il Seminario Vincenziano del 2022 possa realizzarsi in presenza, facciamo nostre le parole di San Vincenzo citate da Padre Nicola al termine dell’incontro:

«Il modo migliore per assicurare la nostra felicità eterna
è di vivere e di morire al servizio dei poveri, fra le braccia della divina provvidenza,
nella rinuncia totale di noi stessi per seguire Gesù Cristo».

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