Figlie della Carità all’ONU

Le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli lavorano alle Nazioni Unite per influenzare le politiche che riguardano le persone che vivono la povertà, l’ingiustizia, la sofferenza o l’esclusione. Il loro servizio le chiama ad essere coinvolte in questioni come la mancanza di una casa, il traffico di esseri umani, lo sradicamento della povertà, i diritti delle popolazioni indigene, il cambiamento climatico, le migrazioni e altro ancora. Come la Compagnia, anche le Nazioni Unite sono impegnate a «non lasciare indietro nessuno». Attraverso questa serie di documenti mensili, intendiamo mostrare i collegamenti tra le prospettive delle Nazioni Unite, della Compagnia e della Chiesa.
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Il Forum permanente delle Nazioni Unite sulle questioni indigene

La ventesima sessione del Forum per le Popolazioni Indigene si terrà dal 19 al 30 aprile 2021 sul tema: "Pace, giustizia e istituzioni forti: il ruolo delle popolazioni indigene nell'attuazione dell'Obiettivo n°16 sullo Sviluppo Sostenibile", alla luce dell'evoluzione della situazione dovuta al COVID-19. L'obiettivo 16 costituisce la base per il raggiungimento di molti dei diritti sanciti dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene, come l'accesso a una giustizia non discriminatoria e inclusiva, il riconoscimento delle istituzioni indigene, il principio del consenso libero, preventivo e informato, e il diritto alla terra, ai territori e alle risorse.

Il Forum è stato istituito nel luglio 2000 per trattare le questioni indigene relative allo sviluppo economico e sociale, alla cultura, all'ambiente, all'istruzione e ai diritti umani. Il forum sensibilizza e promuove l'integrazione e il coordinamento delle attività relative alle questioni indigene all'interno del sistema delle Nazioni Unite; inoltre promuove il rispetto e la piena applicazione delle disposizioni della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni indigene.

La Compagnia delle Figlie di San Vincenzo de Paoli è attivamente impegnata nel Forum delle Popolazioni Indigene all'ONU ogni anno, specialmente con il REPAM e altri gruppi della regione amazzonica.

La pandemia COVID-19, una crisi sanitaria, economica e sociale senza precedenti, ha avuto un impatto negativo sull'attuazione dell'Agenda 2030, soprattutto per i popoli indigeni. Molti governi non sono riusciti a fornire assistenza sanitaria e sostegno adeguati durante la pandemia, il che ha costretto i popoli indigeni a fare affidamento sulle loro piante medicinali ancestrali e tradizionali. Il modo in cui questa crisi e le sue conseguenze socio-economiche in corso saranno affrontate servirà da cartina tornasole con l'intento di non lasciare indietro nessuno.

La pandemia ha anche accresciuto l'attenzione della comunità internazionale sulle pratiche di conoscenza tradizionale dei popoli indigeni relative ai sistemi alimentari indigeni, alla biodiversità e al cambiamento climatico. Anche se tale cambiamento colpisce tutti gli ecosistemi della terra, i popoli indigeni sono colpiti in modo sproporzionato dal cambiamento climatico. Incendi boschivi, inquinamento del mare, desertificazione, acidificazione degli oceani e sbiancamento dei coralli stanno privando le comunità indigene delle loro risorse. Come custodi dell'80% della biodiversità del mondo, i popoli indigeni possono contribuire agli sforzi globali per ridurre le emissioni di gas da effetto serra e promuovere la cattura del carbonio basata sugli ecosistemi.

Possono anche assistere allo sviluppo di iniziative di mitigazione e adattamento. Per trarre vantaggio dalle loro conoscenze, tutte le parti interessate dovrebbero incoraggiare la partecipazione delle popolazioni indigene allo sviluppo di politiche e iniziative a tutti i livelli.

È incoraggiante vedere alcune delle misure prese o pianificate dalle organizzazioni delle Nazioni Unite per implementare le raccomandazioni del Forum permanente. L'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura fornisce servizi di segreteria al Gruppo degli Amici dei Popoli Indigeni e guida la Campagna Globale per l'Empowerment delle Donne Indigene per Fame Zero. L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha intensificato i suoi sforzi per facilitare il dialogo tra i popoli indigeni e le autorità statali, alla luce della "persistente mancanza di partecipazione dei popoli indigeni nel processo decisionale e della crescente violenza contro i difensori dei diritti umani indigeni in tutto il mondo".

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